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Sabato, 31 Gennaio 2026

ECHO / FABULA MALA SECHI / GATTI / TOMAO

  • prima nazionale

    ECHO - ANATOMIA DI UN RIFLESSO
    ideazione Alberto Maria Gatti
    di Alberto Maria Gatti e Valentina Sechi
    visuals John Burnett, Alberto Maria Gatti, Thomas De Santi, Erica Vincenti
    sound design e sensoristica Giorgio Avallone, Andrea Antonelli, Marco Barbieri, Federico Merani
    scenotecnica Eva Sgrò
    disegno luci Carolina Agostini
    riprese video Giuseppe Catalanotto 
    costumi Silvia Avigo
    produzione Versiliadanza
    coproduzione consulenza tecnico/artistica per installazione/Performance intermediale sulla frammentazione dell'identita' nell'era dell'iper-risonanza, con la collaborazione per la produzione tecnica e dei contenuti degli allievi del Conservatorio "Giacomo Puccini" di La Spezia, a valere sul PNRR (“Potenziamento dell’offerta dei servizi all’istruzione: dagli asili nido all’università”).


    prima nazionale

    FABULA MALA
    di e con Valentina Sechi e Luca Tomao
    musiche Marco Barbieri
    disegno luci Carolina Agostini
    costumi Silvia Avigo
    produzione Versiliadanza
    con il sostegno di Mic, Regione Toscana e Comune di Firenze 

     

ECHO - ANATOMIA DI UN RIFLESSO

Performance / installazione ispirata al mito greco di Eco.
 
Un corpo solo genera il suo spazio di eco — ottico, sonoro e temporale. L’eco non è soltanto ripetizione: è differenza che si propaga. Nel mito, Eco è condannata a non poter più generare parola propria: può solo restituire l’ultima sillaba dell’altro. La sua presenza si assottiglia fino a diventare voce senza corpo, traccia senza origine. Da questa frattura nasce la performance. Un corpo solo genera il suo spazio di eco — ottico, sonoro e temporale. L’eco non è soltanto ripetizione: è scarto, ritardo, deformazione. È ciò che resta quando la fonte si è già spostata altrove. In Echo – Anatomia di un riflesso, il corpo abita una camera di risonanza dove ogni gesto produce una memoria: ogni movimento ritorna come immagine, ogni respiro diventa luce e suono, ogni presenza si moltiplica fino a perdere il suo centro. Come Eco, la danzatrice è presa in un dialogo asimmetrico con la propria traccia: non risponde, ma rimbalza; non afferma, ma risuona.
La performance seziona l’eco come un’anatomia vivente: impulso, propagazione, ritorno, dissolvenza. L’eco è un organismo: cresce, si deforma, si consuma. È il luogo in cui il corpo si fa memoria prima ancora di essere assenza. La danzatrice non incarna un personaggio, ma un campo di forze: un corpo-memoria che, come la ninfa del mito, si frammenta nello spazio audiovisivo fino a diventare riflesso, vibrazione, residuo. Non ciò che parla, ma ciò che resta quando la voce è già passata.

FABULA MALA

Da fuori a dentro, Fabula Mala intraprende un percorso alla ricerca di ciò che non vuole essere trovato e di ciò che non vogliamo trovare. Andremo alla volta dell'ombra; quella parte di noi stessi che odieremmo mostrare o vedere, ma che resta fondamentale per sentirci completi, fondamentale per la nostra unità. Un'attenzione dedicata ai pensieri e alle emozioni che giudichiamo ignobili e ai sentimenti di cui ci vergogniamo. Nelle fiabe, l'ombra è scissa dal personaggio principale, che non contempla altro se non il bene. L'oscurità risiede nell'antagonista, che per natura non può essere che maligno. Questa visione del male non integrato ci libererà dalle catene del giudizio, portandoci per mano a vedere di cosa siamo fatti, perché ognuno dei pezzi che ci compongono ha diritto di esistere.
Un valzer fiabesco prende forma e, girando su se stesso, lascia affiorare lentamente le sue distorsioni segrete. Ciò che sembrava armonia perfetta si incrina, rivelando una gabbia di pensiero sottile e invisibile, fatta di abitudini, paure e desideri non detti. Eppure, proprio nel cuore di quella prigione, nasce un varco: un gesto, un'esplorazione, un passo che devia dal ritmo imposto e apre la strada alla trasformazione.
Attraverso il corpo che ascolta, il movimento scioglie i nodi e restituisce spazio al possibile. La musica accompagna e suggerisce, ora indirizza ed evoca memorie, ora destabilizza, guidando luce e ombra a riconoscersi non come opposti, ma come parti di un’unica trama. In questo incontro necessario, l’una dà senso all’altra: l’ombra rivela la profondità della luce, la luce dona forma e direzione all’ombra. Così, nel fluire dello spettacolo, emerge una connessione imprescindibile che tenta di trasformare il conflitto in dialogo e la fragilità in possibilità, nell'incessante racconto delle pagine dei vissuti.

ORARI

SABATO21:00

  • Prezzi

    INTERO: € 18,00 + d.p.

    RIDOTTO*: € 15,00 + d.p.

    *Cral convenzionati, Unicoop Firenze, tessera Arci, over 65, under 26, Università dell’Età Libera

    RIDOTTO**: € 8,00 

    **studenti degli istituti superiori e universitari, tessera Casateatro

    RIDOTTO***: € 5,00 

    ***bambini sotto i 7 anni, operatori

    la biglietteria sarà aperta esclusivamente nei giorni di spettacolo a partire dalle ore 20:00

    si invita a consultare le pagine relative ai singoli eventi per ulteriori informazioni

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