Rito compositivo – duo con due è un assolo a cura di Lucrezia C. Gabrieli che traccia una linea, tra le tante, tra la concretezza dello studio di Cézanne, osservato dal vivo dall’autrice, e l’astrazione di Kandinsky, incontrato in alcune mostre nel corso degli anni. Un rituale intorno a ciò che precede una composizione: preparare, osservare, accostare, disfare e ricomporre. Il corpo riparte dall’origine, dalla relazione tra due elementi alla volta, lasciando che ogni incontro generi una diversa qualità di movimento. Gli oggetti diventano materia di studio e il corpo uno strumento per trasformarne peso, ritmo, direzione e relazione nello spazio. Come negli studi preparatori di un’opera, la scena accoglie tentativi, ripetizioni, errori e nuove possibilità di combinazione. Un rito per dare valore non solo alla composizione, ma al processo attraverso cui una forma prende vita. Il progetto fa parte di una trilogia composta da un assolo, un duo e una composizione corale.
Ne Il suono del sole due corpi nello spazio iniziano a tessere una struttura fisica, sonora e simbolica attraverso la danza e alcuni piatti acustici, che non sono solo strumenti, ma assumono una funzione visiva e simbolica diventando parte della danza stessa. Un richiamo pulsante dà inizio al rito, che lentamente e in maniera rarefatta si costruisce. Mentre il movimento si rivela quasi indifferentemente, il suono pulsa e ondeggia, intraprendendo un percorso che lo porterà dal rumore alla composizione armonica. La relazione tra i corpi è intima e in sintonia, affidata alle regole del rito. La danza si rivela nella sua affascinante imprendibilità del singolo e nella sua capacità di farsi noi, di farsi doppio attraverso la scrittura. Il rito non ha dèi, e quindi non fa richieste. È regola e senso armonico, è azione benefica, dove il bene risiede nel rito stesso e non in un suo possibile risultato.
