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Venerdì, 27 Novembre 2026

ERCOLE E LE STALLE DI AUGIA ELCE

  • dall’omonimo radiodramma di Friedrich Dürrenmatt
    adattamento e regia Marco Di Costanzo
    con Stefano Parigi
    suono Andrea Pistolesi
    musiche originali Giovanna Bartolomei
    traduzione Ippolito Pizzetti
    produzione Elce
    in collaborazione con Dipartimento di Musica e Nuove Tecnologie del Conservatorio di Musica di Firenze
    con il sostegno di Regione Toscana

«Narra quel bravo vecchio di Gustav Schwab che la quinta fatica cui Ercole dovette piegarsi sotto il re Euristeo, pare fosse quella di spazzar via in un sol giorno tutto il letame dalle stalle di Augia...».
Con questo incipit Dürrenmatt comincia il racconto della versione non ufficiale della quinta fatica di Ercole. L'eroe è sopraffatto dai debiti a causa dell'alto tenore di vita che si impone a un uomo del suo rango. Proprio quando la sua situazione finanziaria sta diventando disperata, riceve una lettera da Augia, presidente dell'Elide, che gli chiede di ripulire il suo paese sommerso dal letame in cambio di un lauto compenso. In un primo momento l'eroe rifiuta sdegnosamente, ma poi si lascia convincere dal segretario Polibio e dalla sua compagna, Deianira, della necessità dell'impresa. All'arrivo in Elide, Ercole e i suoi vengono accolti dai notabili elei con festeggiamenti degni di un evento storico. Subito Ercole individua una soluzione rapida ed efficace per deletamizzare. Ma a quel punto il parlamento eleo comincia a ritardare con mille pretesti l'esecuzione del progetto. Ercole e i suoi sono costretti a una estenuante permanenza forzata in Elide in attesa delle decisioni delle commissioni parlamentari. Proprio quando è ormai chiaro che gli elei non decideranno mai di liberarsi dal letame, arriva una lettera dal re della Stinfalia, che propone a Ercole di ripulire il suo paese dallo sterco ripugnante delle arpie. Prostrati dalle circostanze, Ercole, Polibio e Deianira decidono di fuggire durante la notte alla volta della Stinfalia.

Attraverso un’ironia dissacrante ed esasperata, Ercole e le stalle di Augia trova nella parodia di una vicenda mitologica l’occasione per riflettere e ironizzare sulla ineluttabile disfatta del mondo contemporaneo. L’analisi delle contraddizioni e dei conflitti sociali si esprime in una chiave farsesca e grottesca di tragica spietatezza, che tende a dilatarsi alla condizione esistenziale dell’intera umanità: una condizione segnata dal caso e oppressa dal Male, in cui ogni gesto e tentativo di ribellione è destinato al fallimento. Da un lato il testo, scritto in origine per la radio, riflette in modo mirabile il disorientamento e la sfiducia nelle sorti del nostro tempo, dall'altro il linguaggio scenico adottato da Marco Di Costanzo scommette senza riserve sull'elemento umano: l'attore. Un solo attore, nello spazio vuoto, lotta eroicamente con un dramma che si sposta senza soluzione di continuità da Tebe a Elis, da rupi deserte a un'aula di parlamento, con dialoghi, dibattiti politici, un circo, scene di massa e peripezie avventurose. Lo spettacolo porta alle estreme conseguenze l'uso polisemico di pochi, semplici oggetti e di una geometria allusiva, che consente di trasformare lo spazio grazie alla complicità dell'immaginazione dello spettatore.


Evento inserito nel cartellone dell'Autunno Fiorentino 2026, cofinanziato dal Ministero della Cultura – Fondo Nazionale per lo Spettacolo dal Vivo per i progetti di attività a carattere professionale nel campo dello spettacolo dal vivo.

  • Elce è stato fondato nel 2006 con il nome “Teatro dell’Elce”, si è evoluto successivamente grazie alla collaborazione di numerosi artisti fino ad arrivare all’attuale forma di impresa di creazione di processi artistici nel campo del teatro. I progetti di Elce si articolano in una grande varietà di forme sceniche, pur privilegiando gli aspetti più organici dell’arte dell’attore: il corpo, la voce, l’immaginazione, l’energia. All’attività principale di produzione di spettacoli, sia destinati a spazi teatrali che creati per luoghi specifici, Elce affianca la realizzazione di progetti di ricerca e formazione.

    I principali spettacoli prodotti per il teatro sono: Avrei preferito essere un gabbiano (2024), testo originale per una band teatrale, Uomini da poco (2022) di H. P. Blad, Little boy (2019), carteggio tra il filosofo Günther Anders e Claude Eatherly, il pilota di Hiroshima, Il nemico (2015) dall’album illustrato di D. Calì e Serge Bloch, Farruscad e Cherestanì (2013) ispirato a La donna serpente di Carlo Gozzi, Barbieri (2011), creazione collettiva basata su interviste, Fatma (2010) di M. Benguettaf, Amadú, il saggio del deserto (2008) di Marco Di Costanzo, Cinquanta! Epopea di un faticoso entusiasmo (2008) scrittura scenica non verbale di Marco Di Costanzo sulla base di interviste e delle improvvisazioni degli attori, Ercole e le stalle di Augia (2006) di F. Dürrenmatt.

    Le principali produzioni per spazi non teatrali sono: William Shakespeare’s half time job, lettura performativa dei tarocchi ispirata all’immaginario di Shakespeare, per una persona ogni quindici minuti, Lighthouse, ciclo in nove atti sulla cultura civile, le performance site specific in ambito museale Il sogno di Rodolfo Siviero, di Marco Di Costanzo dai diari di Rodolfo Siviero, realizzato per il Museo Casa Siviero e la creazione collettiva Il salone di Z*** (2011), performance sensoriale per due spettatori ispirata alle atmosfere dei barbieri da uomo.

    Nell’ambito di progetti legati alla ricerca metodologica o alla formazione, sono stati realizzati Il cappotto (2021) e Appunti di un pazzo (2016), entrambi di N. V. Gogol’, coprodotti con Cantiere Obraz e affidati alla regia esterna di Alessio Bergamo, e Alla ricerca di un mondo morbido di e con Monica Santoro e Eva Miškovičová.

    In parallelo con l’attività di produzione, sono stati realizzati progetti che abbiano lo scopo di promuovere l’arte del teatro attraverso la formazione o la diffusione su aree geografiche specifiche. Ad oggi sono in corso Teatro nelle città, progetto di produzione e diffusione di eventi teatrali in contesti non usuali, e una serie di progetti di formazione. Per quanto riguarda il passato, sono da citare tra gli altri Fronteras (2012), un progetto di produzione-formazione realizzato nel quartiere Comuna 7 di Barrancabermeja (Colombia) in collaborazione con il Centro Cultural Horizonte, Teatro Solare di Fiesole (2012-2020), un insieme di attività destinate alla città di Fiesole, e lo stage Le jeu masqué (2010), diretto da Duccio Bellugi Vannuccini del Théâtre du Soleil.

ORARI

VENERDI21:00

  • Prezzi

    INTERO: € 18,00 + d.p.

    RIDOTTO*: € 15,00 + d.p.

    *Cral convenzionati, Unicoop Firenze, tessera Arci, over 65, under 26, Università dell’Età Libera

    RIDOTTO**: € 8,00 

    **studenti degli istituti superiori e universitari, tessera Casateatro

    RIDOTTO***: € 5,00 

    ***bambini sotto i 7 anni, operatori

    la biglietteria sarà aperta esclusivamente nei giorni di spettacolo a partire dalle ore 20:00

    si invita a consultare le pagine relative ai singoli eventi per ulteriori informazioni

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