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PUPPET. CRISI ESISTENZIALE DI UNA MARIONETTA

domenica 11 febbraio, ore 21:00

PUPPET. CRISI ESISTENZIALE DI UNA MARIONETTA

uno spettacolo di Tommaso Panconesi
con Cristina Roggerini

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Nella frenesia del nostro fare quotidiano, la nostra concentrazione è quasi sempre catalizzata. Possiamo addestrare la nostra mente a preoccuparsi di ciò che vogliamo, andando avanti senza mai fermarsi, per settimane, mesi, anni. Il lavoro, lo studio, le relazioni, gli obbiettivi, la cura del corpo.
Basta poco però, affinché questo meccanismo si inceppi. Arriva un giorno in cui ci sfugge il guinzaglio dalle mani e la mente inizia a correre impazzita; inizia a scavare senza sosta nel nostro inconscio e a portare in superficie, come un cane, tutte le cose che abbiamo perso per strada in tutto questo tempo, e altre di cui nemmeno conoscevamo l’esistenza.
Adesso cosa fare con questo mucchio di cianfrusaglie accatastate, e la mente piena di buche? Beh, rimboccarsi le maniche e iniziare a sotterrarle nuovamente, una per una.
E mentre le si raccolgono, soffermarsi un attimo sulla loro natura, magari troveremo qualcosa di interessante che potremmo conservare. 
La chiamano crisi esistenziale.
Durante questo spettacolo voglio raccontarvi la mia.
Che c’è, un pupazzo non può averne una, di crisi esistenziale?


Puppet. Crisi esistenziale di una marionetta è uno spettacolo scritto e diretto da Tommaso Panconesi, nel quale la danza contemporanea si unisce al teatro di prosa. In Puppet l'attore diventa una marionetta, e i testi recitati sono intrinsecamente connessi alla condizione esistenziale dell'essere umano. La scelta di utilizzare una marionetta come veicolo per esplorare tematiche esistenziali aggiunge un livello di complessità e simbolismo al progetto, offrendo al pubblico una prospettiva unica e provocatoria sulla natura umana.
Ad alternare i monologhi doppiati da Matteo Mazza, le coreografie inedite che vedono la partecipazione della danzatrice Cristina Roggerini. A muovere la marionetta, Andrea Fantini.
La scenografia raffigura una camera da letto visibilmente abbandonata nel tempo, con un materasso spoglio, muri di cemento sgretolati, erbacce incolte e detriti. Questa rappresentazione poetica richiama l'abbandono della mente dalla routine quotidiana, proiettandola in un luogo familiare ma ormai sconosciuto, dove i pensieri si liberano dai costrutti dell'Io cosciente e attingono a un inconscio spesso poco esplorato.
Le coreografie eseguite da Cristina Roggerini, sotto la direzione artistica di Tommaso Panconesi, completano ogni testo recitato dal nostro attore/marionetta, aggiungendone valore visivo ed emozionale.

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